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Domenica da record per il Faito, 1960 viaggiatori in Funivia. Dello Joio: «Ottimo lavoro in sinergia con l’Eav»

Una domenica da record per il Faito. Sono 1960 i viaggiatori che hanno deciso di utilizzare la Funivia per salire a quota 1000 metri e godersi la frescura della montagna e la bellezza dei sentieri con vista sul golfo di Napoli. Numeri mai registrati prima d’ora nella storia della Funivia. Numeri che consolidano il percorso di rilancio del Faito. A rendere ancor più rilevante questo dato sono i 2730 viaggiatori registrati nell’intero weekend, testimonianza evidente del legame forte tra i cittadini e la montagna, che si accinge a tornare ad essere un volano del turismo e dell’economia del territorio. 

«Sono felice e persino stupefatto per i numeri che la Funivia ha fatto registrare nella giornata di domenica. – afferma Tristano Dello Joio, presidente dell’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari – Questo risultato rappresenta la cartina di tornasole dell’ottimo lavoro svolto in questi mesi per la valorizzazione del Faito ed evidenzia anche il desiderio di cittadini e turisti di riappropriarsi di un patrimonio sottratto loro per troppi anni. Merita un plauso l’attività straordinaria compiuta dall’Eav e dal presidente Umberto de Gregorio e la sinergia con l’Ente Parco è stata fondamentale per conseguire questi risultati. Vedere i volti gioiosi dei viaggiatori della Funivia rappresenta per tutti noi un grande motivo di orgoglio, ma anche un forte elemento di responsabilità per progredire ancora e proiettarci verso le prossime iniziative mirate al rilancio del Faito. E intanto, a partire dal 10 agosto, ci saranno ulteriori novità. La prima corsa sarà all’alba, mentre l’ultima sarà effettuata alle ore 22.00, il modo migliore per godersi lo splendore del Faito al chiaro di luna, con le mille luci accese sul golfo di Napoli. Il lavoro da svolgere è ancora tanto, ma queste iniezioni di fiducia ci consentiranno di impegnarci a fondo con entusiasmo e con la consapevolezza che i sacrifici portano sempre buoni frutti».fonte: parco ragionale Monti Lattari 

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