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Lui sposa lui ma non a Sorrento. Il Sindaco vieta le nozze gay nel Chiostro di San Francesco

Ha suscitato indignazione il divieto da parte del primo cittadino sorrentino Giuseppe Cuomo di celebrare le nozze gay nel Chiostro di San Francesco. Vincenzo D’Andrea napoletano residente a Roma e il compagno colombiano Beto volevano sancire la loro unione, pronunciare il fatidico sì all’interno della storica struttura risalente al XIV secolo, amminastrata dal comune. Il Sindaco ha detto no, motivando il rifiuto perchè ubicato a ridosso dell’omonima Chiesa, mettendo a disposizione per la coppia altri luoghi. Un rifiuto inaccettabile per i fidanzati, sul quale aleggia un’ombra omofoba. La location ospita annualmente decine di coppie italiane ed estere disposte a sborsare fino a 1000 euro per la sola cerimonia civile. Soldi che sommati a quelli di altri eventi vanno dritti, dritti nelle “tasche” comunali. La legge Cirinnà n.76 entrata in vigore il 5 giugno 2016 , regolamenta le unioni civili tra persone

dello stesso sesso e disciplina le convivenze ne vieta la celebrazione in luoghi sacri ma non in quelli come poteva essere la dimora sorrentina. Una decione che va dunque anche contro l’ordinamento giuridico italiano firmato Sergio Mattarella, che a due anni dall’entrata in vigore ha visto riconoscere i diritti a 6076 coppie omosessuali. Vincenzo e Beto seppur rammaricati non hanno perso le speranze di festeggiare il giorno più bello in penisola sorrentina. Hanno contattato il Comune di Piano di Sorrento che ha accettato la loro richiesta. Le nozze avranno luogo a Villa Fondi il 25 Luglio.

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