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Comune di Castellammare, tributi gonfiati ed errori di calcolo rimborsa 15 contribuenti

Tasse gonfiate, imposte duplicate e versate due volte e accertamenti non dovuti. Il Comune di Castellammare di Stabia corre ai ripari e provvede al rimborso nei confronti dei contribuenti che hanno versato erroneamente i tributi relativi alle imposte comunali Tasi, Imu e Ici. La Soget, società che si occupa del calcolo e della riscossione dei tributi in città, ha concesso parere favorevole ai rimborsi per le somme richieste, con riferimento al periodo compreso tra il 2013 e il 2017, dal momento che eventuali pendenze antecedenti a tale lasso di tempo sono finite in prescrizione. L’ente comunale ha disposto il pagamento delle spettanze per un importo complessivo di poco superiore ai 25mila euro per i rimborsi da destinare a 13 cittadini stabiesi, al legale rappresentante di un’azienda e ad una società ubicata sul territorio di Castellammare di Stabia. La Deso srl, con sede in via Ripuaria, riceverà pertanto una somma di circa 9mila e 500 euro per aver pagato importi non dovuti in relazione alla Tasi e all’Imu dell’anno 2014. Il rimborso più ingente è destinato però a Gennaro Sicignano, legale rappresentante della Nautica Stabiese srl, società che si occupa di rimessaggio e vendita di imbarcazioni, a cui spettano oltre 10mila euro per aver versato l’Imu 2013 in misura maggiore rispetto all’importo dovuto, mentre per un residente a Corso Alcide de Gasperi il rimborso si aggira intorno ai 1500 euro per errori reiterati tra il 2013 e il 2016 nel calcolo di Imu e Tasi. Ma se stavolta il Comune ha dovuto far fronte ad un esborso da circa 25mila euro per i rimborsi correlati agli errori di calcolo per le imposte comunali, ben diverso è il discorso per le bollette gonfiate Tari, per le quali, su disposizione del Ministero dell’Economia, la parte variabile non va piùmoltiplicata per le pertinenze (box, garage, cantine, soffitte), dato che queste ultime non implicano una produzione aggiuntiva di rifiuti. Il Comune ha pertanto dovuto correggere le somme in

esubero degli scorsi anni, stornando le eccedenze dalle bollette del 2018 e del 2019 e accumulando una sopravvenienza passiva di circa 150mila euro per l’anno in corso, pur senza alcun impatto sull’importo della tariffa, rimasta in media pressoché inalterata rispetto al 2017

fonte: LA REPUBBLICA

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