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C.mare di Stabia, il fantasma Fulgida sull’isola di Rovigliano

La storia dello Scoglio di Rovigliano è ricca di fascino e misticismo. L’isoletta del Golfo di Napoli spicca in mare al confine tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Originariamente chiamata Petra Herculis, la leggenda narra che Ercole, uomo di grande forza fisica il primo mortale che riuscì a diventare dio, venerato dai greci, ritornato dalla Spagna staccò un pezzo di roccia dal monte Faito scagliandolo in mare, formando l’isola. I romani in onore di Ercole costruirono un tempio del quale oggi rimane solo un pezzo di muro. Nel corso dei decenni divenne una fortezza dimora del conte Orso. Sposato con la bella Donna Fulgida, padre di Miroaldo, la famiglia si stabilì sull’isola al tempo delle invasioni longobarde. Il conte Orso guidava l’esercito, accampato alla foce del fiume Sarno. La paura causata dalle continue incursioni dei militari nei paesi limitrofi costrinse la popolazione ad abbandonare le case e a rifugiarsi sui monti. Le navi dei saraceni un giorno apparvero imponenti al largo del golfo di Castellammare di Stabia:  il nemico si avvicinava. Avvertito il pericolo Conte Orso preparò i suoi uomini

a combattere la battaglia. Le lance iniziarono a scendere in mare dalle navi nemiche: raggiunsero i Longobardi. Un combattimento al quale i militari del conte non erano prepatrati. Scarseggiavano di armi e uomini. Furono sconfitti. Massacrati dal nemico. I sopravvisuuti furono catturati e ridotti in schiavitù. Stessa sorte toccò a Miroaldo. Il conte Orso fuggi sull’isola, raggiunto fu ferito a morte. La moglie nel vano tentativo di difenderlo le fece da scudo, ma un fendente la raggiunse e svenne. Creduta morta i saraceni la lasciarano moribonda sulla scogliera. Quando riprese i sensi, gli occhi incrociarano il corpo del consorte penzolare sull’estremo ciglio di una roccia. Il cadavere era stato impiccatato a simboleggiare la vittoria conquistata. Non ci sono scritture storiche che raccontano il finale di questa drammatica vicenda tranne uno. Ogni notte lo spirito di donna Fulgida  vaga su per gli scogli di Rovigliano, invocando il suo sposo Orso e il figliolo Miroaldo, mentre nugoli di uccelli marini l’accompagnano volandole intorno con i loro luttuosi beceri.

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