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Venerdì Santo a Sarno: quest’anno tra i paputi anche 30 bambini

Quando nel cielo la notte fa posto al chiarore del giorno tra le strade di Sarno il Venerdì Santo si sente un brusio. Sono i canti aulici intonati dalle donne che fanno tappa davanti ai Sepolcri del paese, accompagnano le processioni dette anche croci, in riferimento alle croci di legno, simbolo di rinnovamento spirituale, che caratterizzano il corteo dei paputi. Il colore delle cappe dei confratelli distingue la croce d’appartenza. I rossi indicano il sangue, la sofferenza patita da Cristo in croce, i bianchi la rinascita a nuova vita proprio come la Santa Pasqua, solo i francescani segueno il corteo indossando il saio marrone e a viso scoperto. I paputi rossi sono considerati i “superiori” perchè rappresentano la confraternita di San Matteo punto cardine del rito. La storia religiosa narra dell’ascesa di Cristo al Monte Golgota. Il borgo simboleggia questo passaggio della vita di Nostro Signore Gesù. Gli incappucciati camminano per stradine di Terravecchia sostano davanti a una croce lignea e alla croce di SanFrancesco per poi proseguire. Quest’anno seguono il corte anche 3o bambini; alunni delle classi quarta e quinta del plesso di via Ticino. I piccoli paputi

rossi si sono svegliati di buon mattino, accompagniati dalle famiglie e dalla maestra Franca Serino. La docente ha creduto molto in questo progetto trasmettendo ai bambimi l’importanza di questo culto e dei canti tramandati dai gruppi appartenenti alle varie Confraternite.  Insegnare le culture, le tradizioni locali, i riti che accompagnano le feste religiose, fa sì che le radici si diffondano nella nuova generazione, oggi troppo presa dalla comunicazione sterile dei cellulari passando per i videogiochi e il computer.

 

 

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