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C.mare di Stabia: un viale in memoria di Antonio Mosca. Il poliziotto stabiese vittima della banda della uno bianca

330 firme raccolte, consegnate dalla famiglia Mosca/Buonocore Catello, il Personale della Sottosezione Polizia Stradale di Angri e i colleghi del Commissariato di Sorrento al  Questore di Napoli per chiedere di intitolare un viale della villa comunale di Cstellammare di Stabia alla memoria di Antonio Mosca. Nato nel comune del Golfo di Napoli morì il 29 Luglio del 1989, come conseguenza delle ferite subite in una sparatoria con tre criminali, membri fondatori della cosiddetta “Banda della Uno Bianca” il 3 Ottobre 1987 sull’autostrada A14 all’altezza del casello di Cesena .

Da tempo un commerciante di Rimini stava subendo richieste estorsive. L’uomo denunciò il tutto alla Polizia di Rimini ed un gruppo di agenti del Commissariato, guidato dal sovrintendente Antonio Mosca, organizzò un servizio per catturare i malviventi.

Secondo la telefonata degli estorsori l’auto dell’imprenditore avrebbe dovuto percorrere l’autostrada A14, fermandosi ad ogni cavalcavia e quando avrebbe visto penzolare una corda vi avrebbe dovuto legare una valigetta contenente cinquanta milioni di lire.

Gli agenti, a bordo della Fiat Panda dell’imprenditore e di una Alfa 33, giunti sotto il cavalcavia vennero però accolti con decine di colpi di fucile a pompa esplosi dai banditi appostati sul cavalcavia e nel fossato costeggiante l’autostrada . Mosca ed altri due agenti rimasero feriti gravemente mentre uno degli agenti rimasto illeso rispose al fuoco trapassando il giubbotto di uno dei banditi il quale però riuscì a fuggire insieme ai complici.

Il sovrintendente Antonio Mosca venne raggiunto da cinque pallettoni nel torace ed uno alla testa. Iniziò per lui un lento calvario ospedaliero , nel corso del quale gli vennero asportati due lobi del polmone destro e che terminò solo il 29 Luglio 1989 con la sua morte.

I criminali fuggiti erano tre fratelli agenti di Polizia. In seguito accolsero nel loro gruppo altri tre agenti corrotti con i quali compirono numerosi delitti .  Una carriera criminale, terminata con il loro arresto ad opera del Commissariato di Rimini nel novembre 1994 uccisero 24 persone e ne ferirono altre 102. Uno dei poliziotti che li arrestò era l’unico agente rimasto illeso nella sparatoria sull’autostrada A14, colui che con un proiettile aveva trapassato il giubbotto di uno dei banditi. L’omicidio di Mosca è il primo di una lunga serie di azioni criminali messe a segno dai componenti della banda tra le quali la strage del Pilastro a Bologna. I traditori dello Stato uccisero tre carabinieri in servizio di controllo tutti poco più che ventenni.  Innocenti caduti sotto le mani armate di una delle più feroci bande di crimiali tra gli anni 80/90. Un escalation di omicidi compiuti da sei persone tutti poliziotti, tre dei quali fratelli: Roberto, Alberto e Fabio Savi (quest’ultimo lavoratore precario) Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli.

Fonte: Web

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