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Sarno: questione Gori. Sindaci in prima linea contro il gestore del servizio idrico

Ieri si è riunita nella sede di Napoli il Consiglio dell’Ente idrico campano; e i sindaci promettono battaglia. In prima linea, in particolare, i primi cittadini di Sarno, Nocera Inferiore, Pagani, Fisciano ed altri comuni del Napoletano che fanno parte della rete per l’Acqua Pubblica. Portavoce del dissenso sarà il vice sindaco di Sarno, Gaetano Ferrentino, il quale ha già manifestato la sua contrarietà sulla gestione del servizio idrico da parte di Gori. «Mi riferisco alle ultime fatturazioni e alle ingiunzioni emanate dalla società nei riguardi dei cittadini. A tal proposito abbiamo preparato due mozioni- spiega Ferrentino- Andremo a fare la nostra battaglia in Consiglio, anche se la nostra lista rappresenta solo una minoranza degli eletti». Per Ferrentino «sono assolutamente insufficienti gli interventi strutturali che Gori fa sul territorio. A Sarno, per esempio, ci sono almeno 15mila contatori. Ogni tre mesi, quindi, arrivano altrettante fatture con una media di 100 euro a cliente. Questo significa, che ogni tre mesi, salvo morosità, Gori incassa solo da Sarno, almeno 1 milione e mezzo di euro e, in un anno, almeno sei milioni. Dove sono gli investimenti per tale portata di entrate?». E aggiunge: «Abbiamo perdite in continuazione con ripristini che, nonostante le sollecitazioni, non sono fatti a regola d’arte. Gli investimenti fatti dalla Gori per la città si riducono a poche centinaia di migliaia di euro. Credo che questo, ora, bisogna pretendere. Rispetto a un incasso di sei milioni annui dai cittadini, urge comprendere qual è il piano degli investimenti strutturali previsti. La legge ci obbliga a stare in Ambito per la gestione del Servizio idrico integrato, ma la voce critica si deve levare alta. Gori non investe in maniera proporzionata alle entrate che ricava dai cittadini».Anche i comitati per l’acqua pubblica sono mobilitati «per bloccare gli ennesimi pesanti aumenti delle tariffe idriche in arrivo peR gli

utenti di Gori e degli altri gestori campani», si legge in una nota. E denunciano come la convocazione del Consiglio dell’Ente idrico arrivi «dopo oltre sei mesi dall’ultima seduta, in una situazione di completa paralisi per l’assemblea in carica da appena un anno». Un Ente, quello campano, che per i comitati «è stato un totale fallimento: avrebbe dovuto chiudere la lunga stagione dei commissari regionali per restituire le competenze ai Comuni, come previsto dalla legge, invece è stato esautorato da decisioni prese altrove, svuotando i suoi organi e riducendoli a luoghi di ratifica senza democrazia». 

Intanto, denunciano, «sugli utenti si aggira anche lo spettro del decreto ministeriale con cui si sarebbe autorizzata Gori alla riscossione coattiva dei crediti. «Il ministro Padoan – denunciano i comitati – ha incredibilmente autorizzato una società privata a inviare agli utenti ingiunzioni di pagamento per presunti crediti non specifici, come se fosse Equitalia o un qualsiasi ente pubblico. Insieme ai sindaci che intendono appoggiare questa battaglia di legalità, presenteremo ricorso al Tar contro un ennesimo e illegittimo abuso ai danni dei cittadini».

fonte: La Città

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