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Sarno, non ha il conto corrente non è censita in quella banca e non gli fanno pagare l’ F24. La disavventura di una sarnese alla banca di Piazza Marconi

Un impiegato di banca che percepisce circa 16/17 mensilità, alle 9.50 di mattina,  l’istituto vuoto, lui seduto allo sportello, si rifiuta di fare le operazioni all’unica e forse potenziale cliente, come potremmo definirlo? 

Tutti i cittadini sono alle prese quotidianamente con tasse, bollette e una serie di F24 e di moduli precompilati da pagare. E già quando si tratta di sborsare denaro in un momento certamente non felice dell’economia italiana, non si esce volentieri di casa o dall’ufficio. Ma le tasse, da bravi cittadini, vanno pagate e dunque ci si reca solitamente in una banca, che può anche non essere la nostra banca, come prevede la legge, per consegnare e saldare l’F24.

Ed ecco cosa è successo ieri a una donna di Sarno che ha contattato la nostra redazione per raccontarci la disavventura. “Sono uscita di casa alle 9.30 circa con l’ F24 da pagare e altre bollette di vario genere. Sapevo che tali moduli possono essere pagati in qualsiasi banca. Motivo per cui mi reco all’istituto di credito più vicino, la Unicredit Banca di Roma S.p.a. a Piazza Marconi. E qui inizia la discussione con l’impiegato dello sportello n.1 

che si rifiuta di far pagare alla sarnese quanto dovuto “poichè, come mi ha detto, non avevo un conto corrente aperto nella loro banca e non ero censita”. La signora, alla quale oltretutto l’impiegato non ha chiesto neanche i documenti, motivo per cui evidentemente non aveva alcuna intenzione di censirla , non demorde tiene duro all’atteggiamento presuntuoso del maschio di turno cerca di far valer i propri diritti ovvero poter pagare. Niente lui con fare arrogate, seduto e con  occhi puntati sul monitor non risponde. Le urla attirano un’impiegata la quale neanche lei risponde alle domande della donna anzi difende il collega. Il direttore? neanche è uscito dall’ufficio. Al che, dopo circa 10 minuti di duro confronto, la signora ha deciso di uscire dalla sede e una volta ritornata a casa ha denunciato il fatto. Contattata la sede reclami della banca a Bologna, spiegato l’increscioso episodio. L’impiegata ha fornito alla malcapitata il numero di telefono dell’ufficio di Napoli. Ad ascoltare l’ingiustizia subita, l’arroganza ricevuta era la responsabile provinciale delle banche la quale acquisiti i dati della donna ha contatto la filiale di Sarno per i dovuti chiarimenti. Dopo neanche dieci minuti la sarnese viene richiamata dalla responsabile la quale dopo alcune spiegazioni le dice che poteva ritornare in banca chiedere del direttore il quale sarebbe stato a sua completa disposizione per il censimento e il conseguente pagamento.  La signora con tutto il rispetto per la disponibilità che la responsabile di Napoli ha avuto nei suoi riguardi non metterà mai più piede nella sede della Unicredit di Sarno. Nel contempo si è rivolta ad un altro istituto dove ha potuto saldare il suo conto con il comune e gli altri enti. 

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