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C.mare di Stabia, Piazza dell’Unita’: viaggio tra l’incuria della Circumvesuviana

Un dossier circostanziato documentato in un’unica immagine porta agli onori della cronaca l’incuria in cui versa uno dei luoghi frequentati quotidianamente dalle persone; cittadini comuni, lavoratori, scolari, turisti: la Circumvesuviana. La stazione di Piazza dell’Unità regna in uno stato di degrado e abbandono. La notte è ritrovo sopratutto di tossicodipendenti, a testimonianza le siringhe usate dai drogati  per il “viaggio verso la morte” rinvenute la mattina. Sparse ovunque: tra i cespugli, dietro le panchine che costeggiano la banchina d’attesa, potenziali pericoli, fonti di malattie, disseminate in luogo pubblico tra lo sconcerto e la rabbia dei cittadini. Sapendo che l’Eav è

proprietaria della struttura, dovrebbe essere la ditta in carica a pulire, qualora ci fosse e se così non fosse dovrebbe essere competenza del Comune richiamare all’ordine chi di dovere e far bonificare le aree interessate dal fenomeno. Le siringhe documentano oltretutto uno squarcio nel tessuto sociale ; dato allarmante di una condizione celato dalla notte, illuminato dal giorno. L’uso di sostanze stupefacenti usate per via endovenosa sono un segnale preoccupante, simbolo che esiste una comunità dedita “al buco”. Bucarsi per i tossicomani è un rito, tanto che negli anni 80 passarsi la siringa già usata era un’iniziazione. Oggi causa il diffondersi dell’HIV è una pratica quasi abbandonata. La città è abitata da soggetti che vivono questo disagio, esseri che passano da una situazione “orbitante” ad un effettiva “appartenenza”; noi siamo solo spettatori inermi di questa triste realtà. 

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