2017-05-31 21.59.40

Rabbia arbitrale del Livorno contro la Reggiana: sorridono solo gli emiliani come a Castellammare

Risultato negativo per il Livorno, oggi, contro la Reggiana. Un 1-2 che complica e non poco la corsa amaranto alla promozione, riducendo le possibilità di qualificazione alla Final Four. Partita tirata ed equilibrata, condizionata anche dagli episodi arbitrali.

La Regia ha infatti sbloccato la partita grazie a un rigore guadagnato e realizzato da Cesarini. Il penalty, però, è molto generoso: la scivolata di Valiani non sembra colpire il numero 7 granata e se anche ci fosse un leggero contatto, è comunque cercato da Cesarini. I toscani iniziano a guardare con occhio critico l’operato dell’arbitro, il signor Antonio Giua di Olbia. Anche perché gli episodi dubbi non finiscono qui: prima un fallo di Sabotic su Murilo appena fuori area (gli amaranto hanno chiesto il rigore), poi un gol annullato a Murilo (per fuorigioco, probabile che ci fosse), infine due presunti falli di mano in area reggiana di Sabotic (il secondo poteva essere sanzionabile con un tiro dagli undici metri). E già prima del penalty concesso a Cesarini il Livorno aveva chiesto un rigore per contatto su Venitucci.

Curioso soprattutto che l’arbitro designato, il signor Giua, abbia arbitrato per diverso tempo sotto la giurisdizione della sezione di Pisa, città notoriamente rivale di Livorno, fino al settembre scorso, quando è passato alla sezione di Olbia. Un sospetto un po’ maligno, visto che Giua è nato e cresciuto nella provincia di Sassari ed ha vissuto all’ombra della Torre solo per motivi di studi universitari. Quel che è certo è che un paio di episodi hanno indotto in errore il fischietto sardo (e non toscano, ricordiamolo), della cui professionalità non dubitiamo: oggi semplicemente non ha vissuto la sua miglior giornata.

Fonte https://m.tuttomercatoweb.com/lega-pro/?action=read&idnet=dHV0dG9sZWdhcHJvLmNvbS0xNDM5MDU

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