Sarno: quando la disinformazione provoca sconcerto e preoccupazione. Rapporto tra media e adolescenti sul caso “Blue Whale”

Ieri i giornali on-line hanno portato alla ribalta della cronaca una notizia a dir poco infondata ma che di fatto ha provocato sconcerto e preoccupazione. I titoli degli articoli postati on-line avevano come “ingrediente” principale le parole “Blue Whale”; gettarsi nel vuoto; tagli alle braccia: è salito sul cornicione del teatro per suicidarsi. Parole forti se pensiamo che il soggetto è un bambino che secondo quanto scrive la stampa sarebbe una potenziale vittima del gioco al quale è stato attribuito il nome balena. Una pratica, più che un gioco, in voga in Russia, e non solo, che prevede l’adesione tramite internet con regole dettate da un curatore virtuale con un finale tragico, ovvero: la morte del partecipante per suicidio gettandosi da un edificio alto; non prima, però, di essersi procurato incisioni su braccia, labbra, gambe, mani; con un rasoio. L’ultima di queste prevede di disegnarsi una balena (il cetaceo che secondo gli studi dei biologi marini è solito suicidarsi andandosi a spiaggiare). Ebbene il bambino sarnese non ha fatto nessun gesto riconducibile a questo orrenda pratica. E’ stata una serata dettata dalla curiosità,

tra la comitiva, di conoscere l’argomento del momento tramite i cellulari, con qualche gesto emulativo ma, come ha dichiarato la stessa famiglia dell’11enne, “Non ha mai preso parte a quel gioco e non è mai salito sul tetto del teatro”. Allora ci si chiede:”I valori base dell’informazione, la verifica della notizia sopratutto quando si tratta di minori, dove sono finiti”? Oggi, dove il giornalismo cartaceo ha preso il posto di quello on-line, dove il lettore ha un età anche puerile, non sarebbe giusto tutelare i bambini da certi argomenti anziché dare una disinformazione, scatenando reazioni di curiosità, paura; stupore; su argomenti rimasti per alcuni forse ancora ignari? In Italia grazie alla collaborazione tra “Telefono Azzurro”, la Federazione Nazionale della Stampa e dell’Ordine dei giornalisti è stata sottoscritta nel 1990 la Carta di Treviso, aggiornata nel 2006, estendendo la tutela dei minori ai mezzi di comunicazione digitali, ha avuto il merito di porre per la prima volta una serie di regole a tutela della personalità del bambino e dell’adolescente volte a proteggerlo dall’eccessiva invadenza da parte dei media. Nella sezione del sito “di Telefono Azzurro” -Bambini e Media- viene messo in risalto il rapporto tra l’informazione e il mondo dell’infanzia; oggi ancora più complesso perchè le modalità di trasmissione delle notizie sono in continua evoluzione: Internet è diventato, per bambini ed adolescenti, il principale strumento di comunicazione e di acquisizione di informazione. Le nuove generazioni sono sempre più padrone delle nuove tecnologie e ne fanno un uso sempre più ampio e sempre meno controllato dagli adulti .I mass media hanno un’importante responsabilità nel’informare ed aggiornare il proprio pubblico oggi più di ieri.

foto:web

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