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Mirante orgoglio Stabiese: “Amo Castellammare e la Juve Stabia. Io più donne di Cassano? Dice che…”

Antonio Mirante, portiere del Bologna, ha trascorso 8 giorni nel reparto di cardiologia del Gemelli di Roma la scorsa estate. Intanto il calciatore ora si lascia andare e ci scherza su.

Le parole di Mirante

Queste le sue parole riportate da La Gazzetta dello Sport: “Forse sono stati quei 5 gol presi con il Torino (Ride). Sentivo dei battiti anomali, fastidiosi. Ho chiamato il professor Zeppilli a Roma e sono andato da lui. Pensavo fosse routine e invece lui, con schiettezza, mi ha fatto approfondire. La risonanza mi ha preoccupato, all’inizio non ho detto niente ai miei. Poi mi hanno messo l’holter (uno strumento che misura l’attività cardiaca nell’arco di 24 ore, ndr). Per 4 giorni ho pensato che col calcio avrei chiuso. Si ha paura quando pensi che qualcosa si nasconda dentro di te. Mi hanno detto che c’erano delle anomalie. In ospedale mi hanno fatto compagnia in tanti. Papà e mio cognato Raffaele Palladino: è venuto da Crotone ed è rimasto due giorni. E’ un fratello, qualcosa di più. Poi Stefano Russo, portiere alla Vibonese, e Luca Bucci, il mio preparatore, che mi sopporta da 7 anni.

Quando mi hanno detto che ero idoneo per giocare ho festeggiato nello spogliatoio con la squadra alla quale ho offerto pure una cena. Gasperini mi lanciò con la Primavera nella Juve. Credette in me. Vincemmo un Viareggio. Poi mi volle a Crotone in B. Grandissimo. Devo tanto al mister. Buffon è una scuola non un maestro. Il futuro è Donnarumma. Ammiro Meret, Cragno e Gomis, che il Bologna aveva preso per sostituirmi e ora è a Salerno. Io non potrei mai fare l’allenatore dei portieri. Se trovassi un Mirante non avrei pazienza.

Con Donadoni? Mi trovo benissimo come quando eravamo al Parma. con lui sono cresciuto mentalmente e ho trovato la Nazionale. Al Bologna ci manca la crescita mentale e l’esperienza di gestire certi momenti. Fino al 2019 ho il contratto qui. Ho una passione troppo forte. Sto solo da anni, faccio fatica a entrare in un rapporto stabile. Mai cucinato in vita mia. Tutte le sere al ristorante. Un tortellino lo mangio, come la lasagna di mamma. Sono uomo del sud in tutto. Amo Castellammare e la Juve Stabia, anche se devo regalare troppe maglie. Io più donne di Cassano? Dice di averne avute 600. Io non arrivo a metà della metà”. Fonte https://www.google.it/amp/www.calciomercato24.com/2017/04/20/bologna-mirante-credevo-lasciare-sempre-calcio-sentivo-battiti-anomali-al-cuore/amp/

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